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sabato, maggio 14, 2011

Oceano Mare

Uno dei miei libri preferiti in assoluto. Incredibile quello che riesce a fare Baricco: le parole sembrano crackers. O forse Ringo. Le vedi, ne senti il profumo e la consistenza quando le mordi e fanno crack. Ed è quel crack che ti penetra, violandoti, facendosi strada in qualche parte fisica del tuo corpo. Tutto però comincia da quel morso, quel crack friabile della parola, e poi il gusto e la consistenza che si spargono per il palato e scricchiolano tra i denti. Ed é così che Baricco ti fa sentire: invaso, non solo da una parola, ma anche da un gusto, un sentimento, una consistenza friabile, un crack. Come un biscotto. O un cracker.

"La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.

Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve,

nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare

- vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere

- sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose

quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire-

perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose,

e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande,

perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo."

Alessandro Baricco, Oceano Mare

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