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sabato, febbraio 20, 2010

Buon giorno, Buon pomeriggio o Buona sera?!?

"A volte penso che gli insegnanti di lingue si fanno sfuggire una grande opportunità se non insegnano la cultura", ha scritto Marco Rinvolucri nel suo articolo La cultura straniera come specchio della propria (tratto da: Officina.it, numero 10, La cultura in classe, Settembre 2009).

Ogni tanto è quello che penso anch'io . Ed è così semplice vedere come delle semplici spiegazioni culturali possano risolvere questioni a volte banali, ma che fanno una certa differenza.

Un esempio: mi è successo spesso nell'ultimo anno di entrare in classe alle 7 di sera all'inizio del semestre, e di dover rispondere al saluto:"Buon pomeriggio". Fin dalla prima volta in cui questo è successo, ho avvertito che qualcosa non andava bene, anche se all'inizio non capivo esattamente cosa fosse. La mia risposta però era, invariabilmente, "Buonasera".

Questo, però, in molti casi non è sufficiente a instigare dubbi negli studenti o a risolvere il problema. Vedendo che gli alunni insisitono nel ricevermi con un bel "Buon pomeriggio", mi decido a spiegare una cosa che - spesso - avrebbe già dovuto essere stata spiegata.

Il saluto non è del tutto insensato: pomeriggio significa infatti tarde (nel senso di periodo della giornata subito dopo mezzogiorno). Però limitarsi a una traduzione letterale sarebbe alquanto ristretto (per non dire ottuso).

Prima di tutto, è necessario dire che Buon pomeriggio in italiano è praticamente inesistente. Si usa, semmai, in trasmissioni televisive e radiofoniche. Insegnarlo agli studenti come un saluto "comune", è già un errore di partenza (v. il forum di discussione wordreference)

Facendo a meno del Buon pomeriggio, gli italiani devono arrangiarsi con gli altri tre che restano: Buon giorno, Buona sera e Buona notte. Logicamente la divisione della giornata per gli italiani non può essere uguale alla visione che ne hanno i brasiliani. E, a dirla tutta, neanche gli italiani sono d'accordo sulle divisioni. Proviamo a vedere la cosa per punti:

  • Non c'è dubbio che durante la MATTINA si usi "Buongiorno".
  • Dopo MEZZOGIORNO sorgono le complicazioni: in alcune regioni si comincia a usare "Buona sera" già a partire dalle ore 13 (p. es. a Firenze). In altre, come a Padova (dove ho vissuto) o in Sicilia, si preferisce usare "Buongiorno" fino a quando non fa buio.
  • La SERA, cioè quando comincia a fare buio (o dopo le 18, secondo alcuni, indipendentemente dal buio), si usa "Buona sera".
  • Quando si va a dormire (o si presume che le persone da cui ci si separa vadano a dormire), si dice "Buonanotte".
Certo, le cose sono lungi dall'essere nero su bianco. Ad ogni modo, una cosa è certa: Buon pomeriggio alle 7 di sera non è una possibilità - non nella lingua/cultura italiana, almeno.

Altra curiosità: la grafia. Secondo i dizionari, è corretto sia usare "Buongiorno, Buonasera, Buonanotte" sia la versione staccata "Buon giorno, Buona sera, Buona notte" (wordreference).

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